Innovazione secondo NITe: la digitalizzazione dei documenti

Innovazione secondo NITe: la digitalizzazione dei documenti

Lo spin off dell’Università di Salerno ha trovato una nicchia di business nella digitalizzazione documenti. E così NITe ha creato il suo ecosistema

Lettura, analisi, elaborazione automatica dei documenti manoscritti digitali: tutto realizzato con tecnologie innovative. NITe è uno spin off dell'Università degli studi di Salerno che nasce a maggio 2012 all'interno del laboratorio di Computazione Naturale. Quattro anni dopo i servizi offerti dal Natural Intelligence Technologies sono diventati strumenti utili per le piccole e medie imprese, per gli enti pubblici e persino per gli esperti di scrittura per fini peritali e giudiziari.

NICCHIA DI MERCATO: QUESTO IL BUSINESS DI NITe

L'obiettivo dello spin off dell'Università salernitana è trasformare l'ormai obsoleta gestione dei documenti, implementandola con prodotti e soluzioni software che aiutino le imprese in più funzioni. Masqerade, HandBiblio e ApPost, per esempio, sono tre servizi che permettono di avere una valutazione delle caratteristiche morfologiche della scrittura di manoscritti, effettuare indicizzazioni e ricerche, attraverso parole chiave in archivi digitali di elevate dimensioni ed estrarre e leggere automaticamente informazioni all'interno dei documenti digitali d'interesse.

«Ci stavamo rendendo conto che la nostra tecnologia iniziava ad avere ottime prestazioni, comparabili con quelle  leader sul mercato, come aziende americane e francesi – racconta Adolfo Santoro, ceo di NITe (nella foto, a destra) – così abbiamo deciso di competere con tali aziende e fondare lo spin off. Siamo stati da subito incubati dall’università che ci ha fornito la sede sociale e la struttura organizzativa per partire».

OSTACOLI QUANDO SI PARTE: MANCA L’ECOSISTEMA

La breve storia di NITe è stata punteggiata da momenti difficili come spesso capita alle piccole aziende innovative in Europa (in questo articolo spieghiamo come affrontare e risolvere i problemi in fase di start up XYZ). Il punto fondamentale è reperire un budget e anche per uno spin off nato in ambienti accademici ottenere finanziamenti è uno dei problemi più grandi.

Ma un altro ostacolo, per gli ideatori di NITe, è stata «la mancanza, in particolar modo nel Mezzogiorno, di un ecosistema pronto a sfruttare le innovazioni prodotte da giovani aziende per migliorare i servizi e le opportunità nel proprio territorio». Per crescere in fretta servono figure professionali esperte in innovazione (Milano è un hub europeo e mondiale come abbiamo scritto in questo articolo) senza le quali una start up rischia di rimanere per anni in un limbo che inevitabilmente porta alla chiusura.

COME TROVARE IL FINANZIAMENTO SU MISURA

Per NITe il finanziamento iniziale è arrivato da parte dei soci fondatori poi l'attività ben strutturata con le persone più qualificate al posto giusto ha cominciato a muovere i primi passi supportata anche da un prestito ottenuto grazie al Fondo di Garanzia (cos’è? ne abbiamo parlato in questo articolo). «Per poter continuare a crescere – prosegue Adolfo Santoro – la ricerca dei fondi è necessariamente sempre attiva».

Come ha spiegato Diana Saraceni di Panakès, società di venture capital, alla StartLab Academy organizzata da UniCredit a ottobre 2016 a Milano: «Le start up devono “bruciare” tanti soldi in poco tempo per far funzionare il loro motore con le migliori tecnologie e le migliori figure professionali a disposizione sul mercato in Europa o in giro per il mondo».

DIGITALIZZAZIONE, ECCO PERCHÉ LE AZIENDE DEVONO MUOVERSI

«Il mondo ormai è digitale, i processi analogici – spiega Adolfo Santoro – stanno per essere sostituiti. Tecnologie avanzate, basate sull’AI (acronimo di intelligenza artificiale) e il machine learning, consentono di ottimizzare in modo considerevole i tempi e i costi per l’organizzazione e la realizzazione di tali procedure». E in ambito innovazione anche l’Italia inizia a muoversi anche se, secondo il ceo di NITe, resta ancora molto da fare soprattutto in ambito istituzionale.

Scegliere il digitale, per le aziende, significa soprattutto risparmiare tempo e denaro. «I tempi necessari per lo svolgimento di alcune funzioni, rispetto al processo manuale, sono ridotti – spiega Adolfo Santoro - e i costi abbattuti. Pensate solo alla gestione del patrimonio cartaceo: la digitalizzazione snellisce e ottimizza l'intero processo, con un conseguente risparmio di tempo e di costi».

Il tema della sostenibilità aziendale (che abbiamo approfondito in questo articolo) è centrale nelle strategia di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti. «Da non trascurare anche l'ambiente – conclude Santoro – lo sfruttamento e lo smaltimento della carta incide negativamente sul nostro ambiente, negatività che, grazie alle nuove tecnologie, verrebbe finalmente eliminata».

7 novembre 2016

Scrivi il tuo commento

0 COMMENTI