Mida Più, la start up che ha messo l’olio di palma fuorigioco

Mida Più, la start up che ha messo l’olio di palma fuorigioco

L’azienda Mida Più più ha creato Cremolì, un grasso a base di olio di oliva da usare al posto del palma. Innovazione premiata all’UniCredit Start Lab

Una start up ha messo ko l’olio di palma. Con un’idea innovativa: usare l’olio di oliva e renderlo un grasso allo stato solido per sostituire quello tropicale (e altri prodotti di basso contenuto nutrizionale) in molti prodotti della prima colazione, biscotti, merendine e prodotti per l’infanzia. È il caso di Mida Più, un’azienda umbra di Ripabianca (PG), premiata da UniCredit Start Lab come “Migliore Start-up Innovativa d’Italia del 2016” per Cremolì, il suo grasso solido vegetale a base di olio d’oliva.

Puntualizzazione importante per contestualizzare la storia di Mida Più: la recente guerra all’olio di palma. Demonizzato perché conterrebbe troppi grassi saturi; incriminato perché un recente studio dell’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, aveva segnalato che a temperature elevate può sviluppare sostanze tossiche; messo sul banco degli imputati perché la sua produzione intensiva nuoce all’ambiente. Di fronte all’inevitabile paura dei consumatori, molte aziende hanno cominciato a sostituire con altri ingredienti l’olio di palma.

«Il nostro obiettivo era quello di creare un prodotto altamente innovativo da utilizzare a livello industriale per la realizzazione di panificati, dolci, ma anche gelati, paste sfoglia e creme. L’ingrediente principe è il più nobile dei grassi, che andrebbe così a sostituire quelli animali o altri vegetali ma dagli scarsi valori nutrizionali (come palma, colza, cocco, ecc)», racconta Filippo Pompili Ferrari (nella foto) che si definisce un contadino 2.0 oltre che presidente di Mida Più.

UNA START UP CHE PARTE DALLE RADICI FAMILIARI

La storia della sua idea, che potrebbe sostituire il tanto chiacchierato olio di palma, è nata tre anni fa, dall’incontro con il tecnologo Eraldo Rossi: «Sono partito da un prodotto studiato dall’azienda olivicola di famiglia, la Pompili & Figli – prosegue Filippo – si tratta di una sorta di olio extra vergine di oliva solido, ricco di antiossidanti, da impiegare come condimento spalmabile. Per ampliare la portata di questo articolo sul mercato, diedi un campione a diversi conoscenti nel mondo della produzione dolciaria, chiedendo di provarlo. Tra questi c’era anche Eraldo, il quale, dopo averlo testato, si propose come socio tecnico nell’avvio di una nuova azienda dedicata esclusivamente a questo prodotto».

Come tutte le storie d’impresa, anche quella di Filippo ed Eraldo è stata non semplice e articolata con più fasi, che hanno combaciato con l’arrivo di capitali da immettere nel loro sogno. «All’inizio abbiamo dovuto far conto solo sulle nostre forze, psico-fisiche ed economiche – ricorda il presidente di Mida Più –. In seguito, abbiamo avuto accesso a dei fondi europei che ci hanno sostenuto nel progetto di ricerca e nella realizzazione del primo impianto prototipale. Muovendoci sul territorio, siamo quindi riusciti ad avere il supporto della filiale UniCredit di Ponte San Giovanni, che ci ha assicurato dei fondi parzialmente garantiti dal MCC (il fondo di garanzia, ne abbiamo parlato in questo articolo), ma soprattutto ci ha dato la possibilità di partecipare al concorso UniCredit Start Lab, dove ci siamo classificati primi, ottenendo un’enorme visibilità per il nostro prodotto e la sua rispettabilità agli occhi dei clienti».

TIME TO MARKET: AL POSTO GIUSTO AL MOMENTO OPPORTUNO

Complici i molti dubbi sulla salubrità dell’olio di palma il tam-tam mediatico ha investito Cremolì che era sul mercato e offriva l’alternativa per sostituire da subito il grasso tropicale. Poi è arrivato anche il rapporto dell’EFSA, che poneva dei seri dubbi sull’eccessivo utilizzo dell’olio di palma e di altri grassi tipicamente impiegati nell’industria alimentare.

Questi due fatti di cronaca combinati insieme hanno fatto nascere una vera e propria “community” spontanea di professionisti del settore pronti a dare più di una possibilità al prodotto di Mida Più. «La rivoluzione, insomma, è partita. E grazie a un’informazione sempre più diffusa – è la speranza di Pompili Ferrari – sarà il consumatore stesso a pretendere che i beni che consuma, dai biscotti, al pane, al gelato, siano fatti con il nostro prodotto».

Eppure la pubblicità non è di certo stato il primo investimento dei soci di Mida Più: «La ricerca e i costi industriali hanno assorbito quasi totalmente il nostro budget. L’impianto prototipale, come dice la parola stessa, ha avuto bisogno di diversi aggiustamenti per arrivare alla corretta messa a punto».

UN PRODOTTO ITALIANO DALLA PORTATA GLOBALE

Ma Filippo e i suoi compagni d’avventura sono certi di avere tra le mani «una buona idea» e puntano in alto: «L’obbiettivo di Mida più è raggiungere una portata globale e non di certo con un solo stabilimento: questo significa che ipotizziamo un coinvolgimento diretto, a stipendio per intenderci, di centinaia di persone».

Guardare al futuro fa parte del bagaglio culturale di un imprenditore, il consiglio di Filippo per chi vuole cimentarsi nel difficile (ma non impossibile) settore dell’innovazione industriale è di essere ricettivi e di stare all’erta: «Il mercato parla a tutti, ma vince solo chi è in grado di ascoltarlo».

24 novembre 2016

Scrivi il tuo commento

0 COMMENTI