Mister Lavaggio, pulire l’auto “on demand” in modo ecologico

Mister Lavaggio, pulire l’auto “on demand” in modo ecologico

Startupper 30enni con un prodotto che abbraccia la “uberized economy”. Ma con un occhio di riguardo per i collaboratori e un impegno concreto per l’ambiente

In Italia c’è un mercato di 40 milioni di auto che vengono pulite, in media, 5 volte l’anno. Per un totale di 200 milioni di lavaggi e 2 miliardi di euro di giro d’affari. Una start up milanese ha come obiettivo quello di coprire almeno il 5% del parco di autoveicoli sporchi per arrivare a quota 10 milioni. È Mister Lavaggio, che unisce un servizio classico con nuove tecnologie, prodotti a ridotto impatto ambientale e creando una nuova figura professionale: il lavaggista “a chiamata”.

I protagonisti di questa storia sono tutti 30enni: Salvatore Ambrosino, Giorgio e Fausto Pagliara e Daniele Rizzo, già soci e fondatori della società Reddoak (di cui fanno parte i sistemi Autovelox, Quiz Patente+ e Mypushop), e Alessio Campanale, che del gruppo è l’esperto in autolavaggi. «La chiave del nostro successo è stata l’avere unito competenze diverse: l’esperienza di Alessio nei lavaggi da una parte, la nostra nel campo delle applicazioni mobile dall’altra», spiega Daniele Rizzo.

La data di partenza è fine gennaio 2015: gli startupper diventano soci e iniziano a lavorare sul progetto. Nasce la app per smartphone (Andorid e iOS) e in primavera arrivano le prime richieste di lavaggio. I loro collaboratori sono 900 lavaggisti nelle città di Milano, Torino, Firenze, Lodi, Pavia, Grosseto e Prato. Per il 2017 prevedono di aumentare il numero di addetti fino a 3.500 e sbarcare a Genova, Siena e altre 15 città in tutta Italia. I prezzi? Competitivi: dai 20 ai 25 euro. Senza spostare l’auto. La start up ha partecipato nel 206 alllo StartLab di UniCredit.

INIZIARE IL BUSINESS E CONTINUARE SEMPRE A MIGLIORARSI

Questo livello dei prezzi concorrenziale è possibile da un’organizzazione snella, flessibile e dinamica. «Il business di Mister Lavaggio sta funzionando bene e sta crescendo», continua il cofounder. Ma prima di arrivare al successo i cinque imprenditori hanno dovuto superare qualche ostacolo. La difficoltà principale è stata proprio quella di regolare la posizione dei lavaggisti (evitando problematiche come quelle legate alle nuove professioni legate alle piattaforme digitali come Uber e Foodora) e incanalare il loro lavoro in modo strutturato.

Per Alessio, Salvatore, Fausto, Giorgio e Daniele però, le criticità sono soprattutto uno spunto da cui partire per perfezionarsi: «I problemi che abbiamo incontrato ci hanno aiutato a sviluppare ulteriormente l’ app: stiamo implementando nuove  funzionalità nate proprio dalle esigenze emerse in corso d’opera. Ad esempio, al momento ci stiamo concentrando su offerte geolocalizzate e sulla fidelizzazione del cliente da parte del lavaggista», spiega Daniele Rizzo.

ECCO LA UBERIZED ECONOMY, MA NELLA VERSIONE ITALIANA

Fissare l’appuntamento per un lavaggio è semplice: «Il cliente può prenotarlo tramite l’applicazione mobile scegliendo luogo e orario e l’operatore si recherà in loco all’ora prestabilita – continua Rizzo -. La vera forza di Mister Lavaggio sta proprio nella comodità di poter effettuare la pulizia della propria auto quando e dove si vuole e chi prova il nostro lavaggio non torna più indietro».

Tra le opzioni aggiunte alla prima versione della app ci sono oltre alla scelta di orario, luogo anche il tipo di pulizia (interna, esterna o entrambe); le prenotazioni avvengono in tempo reale e quindi le comunicazioni tra cliente e lavaggista immediate. L’app predispone inoltre la possibilità di scegliere il proprio lavaggista di fiducia e scrivere recensioni sul loro lavoro.

SENZA ACQUA, L’ IMPORTANZA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Oltre alla tecnologia con la app la start up coglie in pieno il filone ecologico per abbassare gli impatti ambientali dell’autolavaggio. Dalle ricerche in mano agli startupper è emerso che, per ogni lavaggio, si consumano in media 150 litri di acqua. «I prodotti che utilizziamo sono ecosostenibili e biodegradabili; inoltre non utilizziamo acqua e non abbiamo così il problema di versarne in strada e sporcare, ma soprattutto evitiamo gli sprechi»,  dice Rizzo.

Per i soci questo è un aspetto essenziale che unisce la praticità di poter operare in qualunque punto della città all’etica di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, il tutto focalizzandosi sui migliori prodotti per un risultato eccezionale. Per Giorgio Pagliara è questa la combinazione perfetta condensata nella loro app: «Abbiamo voluto utilizzare la tecnologia per raggiungere il nostro target e portare innovazione in un settore tradizionale, rispondendo a due esigenze primarie: regalare più tempo alle persone e proteggere l’ambiente».

OGNI PASSO È FONDAMENTALE, MA CI VUOLE VELOCITÀ

«Per diventare imprenditori, una volta trovata l’idea, bisogna cominciare ad agire e subito, anche a piccoli passi – consiglia Daniele Rizzo - e fare  in modo di creare feedback». Il suo consiglio è: non focalizzare i propri sforzi solamente sulla ricerca di investimenti, ma soprattutto sul compiere azioni, anche piccole, che possano aiutare a pianificarne di nuove per poi andare avanti fino a trasformare il proprio sogno in realtà. Il suggerimento di Giorgio Pagliara è invece quello di  “non mollare mai”. E capire come estendere il business: per esempio i soci startupper alle auto hanno aggiunto il lavaggio a furgoni, camper, autobus e moto. Nel futuro anche le imbarcazioni.

25 novembre 2016

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