Zego, app per spostamenti urbani che ha fatto strada

Zego, app per spostamenti urbani che ha fatto strada

La start up Zego è un servizio di “car pooling urbano istantaneo”. Una app nata osservando le abitudini dei clienti. Con un contratto inattaccabile

Sembra Uber, ma non è: comunicando il percorso in anticipo e con un rimborso non vincolante, la start up italiana Zego rispetta la direttiva europea sul trasporto collettivo. Per l’utilizzo dell’app al passeggero è applicata una commissione pari al 20% del rimborso spese selezionato. Quindi niente polemiche per il “car pooling urbano istantaneo” disponibile nelle città di Milano, Torino, Genova e Padova. I membri della community sono circa 30mila (a fine novembre 2016). La startup ha vinto il secondo premio per il settore Digital dello StartLab 2016 di UniCredit.

Nel 2013 Davide Ghezzi (nella foto), socio fondatore di Zego con la società milanese Share the City, osserva che nelle strade delle nostre metropoli spesso circolano automobili abitate solamente da chi le guida e con restanti sedili liberi al seguito. Questa analisi lo porta a immaginare di far viaggiare insieme chi ha bisogno di un passaggio in città, con chi è a bordo della propria auto ed è diretto verso la stessa destinazione; quest’intuizione dà vita ad un nuovo servizio di spostamento urbano e ad una soluzione originale per diminuire il numero di macchine in circolazione e di conseguenza l’inquinamento.

LA QUOTIDIANITÀ DELLA GENTE: LO SPUNTO DA CUI PARTIRE

Parte così la creazione della piattaforma Zego: ad aprile 2014 viene effettuato un primo test dell’applicazione mobile, a fine dicembre dello stesso anno è pronto il primo prototipo e ad aprile 2015 è la volta del  lancio ufficiale e commerciale dell’app. In occasione di Sharitaly 2016 a novembre, evento curato da Collaboriamo e Università Cattolica, Zego ha presentato i risultati di un’indagine basata sulle abitudini di consumo dei propri utenti attivi su Milano, la prima città in cui ha iniziato a operare. E lo screening mostra come il servizio va incontro a una clientela giovane come universitari e giovani lavoratori.

Gli under 35 rappresentano il 35% della community milanese, con una maggioranza di ragazzi (60%). Il 60% dei passaggi avviene di sera nella fascia oraria dopo le 20. Le zone più battute la sera sono quelle della movida, dei Navigli e delle Colonne di San Lorenzo, mentre durante il giorno le richieste sono uniformemente distribuite in tutta la città.

“Crediamo fermamente che Zego possa diventare un grande alleato delle amministrazioni locali nel loro obiettivo di ridurre in modo importante il traffico urbano, senza penalizzare i cittadini nelle loro scelte e nelle esigenze di mobilità individuali – fanno sapere dall’azienda –. Attraverso una politica di incentivazione e integrazione del carpooling con il sistema di trasporto pubblico, si aumenta in modo esponenziale l’offerta di trasporto a favore dei cittadini, senza gravare sul bilancio del comune e portando ad una progressiva riduzione delle auto in circolazione. Perché sarà sempre meno necessario, per i cittadini, avere e utilizzare la propria auto privata”.

CONVINZIONE, POI RISORSE ECONOMICHE E ANCHE LEGALI

«Sin dall’inizio abbiamo avuto una convinzione fortissima della bontà dell’idea e del servizio che volevamo proporre, anche nei momenti difficili  – racconta Sabrina Vinella che è cofounder di Zego –. Abbiamo impegnato due anni del nostro percorso professionale, le abbiamo provate tutte e ogni volta siamo riusciti a trovare la chiave per andare avanti, non abbandonare tutto e raggiungere il nostro obiettivo».

Fondamentale una pianificazione finanziaria attenta e scrupolosa e che è necessario anticipare l’entrata di nuovi investimenti per poter continuare a dar vita al proprio progetto. «Un momento particolare del nostro percorso è stato quello  in cui le disponibilità economiche cominciavano a diminuire. Abbiamo tenuto duro come sempre, siamo riusciti a gestire quanto rimasto e a ripartire, mettendoci subito al lavoro per trovare nuove risorse», continua Vinella ricordando un momento delicato della loro esperienza di neoimprenditori.

LO SPUNTO DA FUORICLASSE: COME ZEGO HA TROVATO LA SUA STRADA

Un altro momento cruciale per Zego è arrivato quando la start up si è dovuta confrontare con altre realtà esistenti nel settore degli spostamenti urbani. Qui è entrato in gioco lo spunto da fuoriclasse andando a fare uno screening della legislazione per tarare al millimetro il servizio ed evitare polemiche. Il riferimento è al colosso Uber che, nato negli Usa, ha trovato molti ostacoli legali per operare in Europa e fatto nascere polemiche sulla “aziende liquide” che aggregano domanda di prodotti e servizi connettendola con reti di fornitori in grado di soddisfarla immediatamente.

«Zego offre un servizio rispettoso e valido che non prevede una tariffa, ma un rimborso spese volontario per la condivisione del passaggio», sottolinea Sabrina Vinella. Questo ha permesso alla solida struttura legale della start up di convalidarne a pieno l’efficienza e la diversità di business rispetto alla concorrenza.

«Oggi è molto importante avere a fianco dei soci di cui ci si fida», consiglia la cofounder della start up  che, sulla base dell’esperienza di Zego, suggerisce di essere almeno in due a imboccare la strada dell’imprenditoria. Da soli tutto è più difficile mentre condividere dà la possibilità di aiutarsi nei momenti difficili, di scambiarsi opinioni e preziose competenze e di risolvere con maggior facilità eventuali problematiche che si presentano. Inoltre, consiglia di mettersi alla ricerca di risorse finanziarie fin da subito e soprattutto di credere con fermezza in quanto si sta facendo per poter riuscire a realizzare il proprio sogno.

La storia di un'impresa si fa Insieme

25 novembre 2016

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