Il senso del tatto per robot della start up di Riccardo Tornese

Il senso del tatto per robot della start up di Riccardo Tornese

Con Tactile Robots un ingegnere ha reso le macchine sensibili al tatto e manovrabili senza fatica. Una start up tra le più interessanti in Europa

Entro il 2020 il valore complessivo del mercato dei robot raggiungerà 151,7 miliardi di dollari. L’Italia è tra i primi paesi al mondo nella produzione di robotica industriale, un settore che nel 2014 è cresciuto globalmente del 2% con un guadagno di 64mila milioni di euro. Il contributo dell’Europa al raggiungimento del valore è stato secondo solo all’Asia, leader indiscussa del settore che a oggi è trainato dalla Cina (dati: The Robot Report). 

Entro il 2019 il 35% delle organizzazioni leader nel settore logistica, sanità e utility, prenderà in considerazione l’uso di robot per l’automatizzazione delle operazioni aziendali (fonte: “IDC FutureScape: Worldwide Robotics 2017 Predictions”). A questo punto la domanda è: come si comporteranno e interagiranno con l’uomo?

Uno startupper salentino, 31 anni, laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano, è il ceo di Tactile Robots fondata a gennaio del 2015 e già tra le realtà più interessanti nel panorama europeo. Lo abbiamo incontrato alla StartLab Academy di UniCredit lo scorso mese di ottobre a Milano. «La mia start up ha come obiettivo creare robot mobili su cui appoggiare materiale da trasportare e a cui basta semplicemente dare un leggero tocco per indirizzarli nella direzione desiderata, perché dotati di un rivestimento smart e sensibile: possono migliorare il lavoro quotidiano, nonché la vita delle persone, facendo risparmiare loro fatica e tempo».

LA VOGLIA DI INTRAPRENDERE: L’ESPERIENZA DI RICCARDO

«L’idea nasce nel 2014, dalla mia volontà di diventare imprenditore. A poco a poco ho investito risorse e ho identificato possibili strategie e settori verso cui focalizzarmi, concretizzando così il mio progetto», ci racconta Riccardo. «Sono partito dal campo della ristorazione perché era inesplorato e ricco di potenziale», spiega lo startupper e ingegnere pugliese. Ma ha poi deciso di virare sul settore alberghiero dopo un’analisi attenta del mercato. Un cambiamento di rotta decisivo: una catena di hotel italiani infatti si è mostrata subito interessata a testare i suoi robot. Il secondo passo esplorativo è stato nel settore ospedaliero, perché perfettamente in linea con il servizio proposto da Tactile Robots.

IL NETWORK: FONDAMENTALE PER VALIDARE IL BUSINESS

«Sono riuscito a proseguire la mia avventura con il sostegno di valide collaborazioni», continua Tornese. Grazie a incubatori di start up come Think di Lecce, a servizi di mentoring e ad attività di forti relazioni commerciali, lo startupper è riuscito ad entrare in contatto con la catena di alberghi con cui è cominciata la prima vera sperimentazione di sviluppo del progetto.

Inoltre, è stata molto importante una serie di partnership in Danimarca con diverse catene di ristoranti e ospedali, grazie a un partner danese della start up che li ha messi in contatto. Parlare e scambiare opinioni con loro è stato determinante per capire meglio le potenzialità, ma anche gli eventuali limiti, del prodotto dal punto di vista della commercializzazione.

L’AIUTO DECISIVO È ARRIVATO CON UN BUSINESS ANGEL

«Il processo che mi ha permesso di raggiungere l’obiettivo prefissato è stato lungo. Ho avuto soprattutto difficoltà a livello finanziario, non ho potuto sviluppare la mia idea sin da subito e cominciare così a crearmi prima possibile una reputazione», racconta Riccardo.

L’aspetto economico è stato compensato da quello formativo, che ha giocato un ruolo estremamente importante. Tornese ha infatti ricevuto ottimi consigli e contatti commerciali fondamentali da un business angel come Pietro Santoro, amministratore delegato di Think e di Alcar Industrie (entrambe di Lecce) e preso interessanti spunti dall’iniziativa di UniCredit Start Lab. 

CONSIGLIO PER GLI STARTUPPER? AVERE CONSAPEVOLEZZA

«Non è semplice dare un consiglio a chi vuole intraprendere una carriera imprenditoriale, ma di sicuro bisogna essere consapevoli di quello a cui sta andando incontro», suggerisce Riccardo Tornese che aggiunge: «Ogni persona può avere motivazioni diverse che lo spingono a scegliere di diventare imprenditore ma bisogna in primis tenere a mente che si devono fare grandi sacrifici per farcela». Il neo-imprenditore innovativo consiglia anche di non smettere di chiedersi il perché ci si sta incamminando verso quella strada e di non dimenticarlo per alcun motivo, perché solo così si riesce ad andare avanti e a non mollare.

22 dicembre 2016

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