Veasyt, da Venezia traduzione fa rima con innovazione

Veasyt, da Venezia traduzione fa rima con innovazione

Spin off della Ca’ Foscari di Venezia: interpretariato di alta qualità, online, multi-device e con costo a consumo. Per Veasyt anche traduzioni in LIS

Andare dal medico, discutere di un problema di pagamenti alla reception di un hotel, incontrare un cliente con il quale si deve chiudere un importante affare: sono tutte situazioni nelle quali, quando l’interlocutore è straniero, necessitano di un interprete. A volte, come nel caso dell’incontro d’affari, occorre un appuntamento; altre – come ad esempio con la discussione in hotel – è invece necessaria una consulenza immediata. Un servizio che fino a qualche anno fa risultava costoso e spesso inaccessibile. Alle aziende come anche ai liberi professionisti e privati cittadini.

12 dicembre 2016

UN SERVIZIO DI TRADUZIONE OVUNQUE E IN TEMPO REALE

Grazie all’innovazione tecnologica Veasyt, una startup veneziana in collaborazione con l’Università Ca Foscari, vincitrice dell’UniCredit Start Lab 2015, si è specializzata nel settore e offre queste e altre tipologie di servizio online, da qualsiasi piattaforma e pagando solo a consumo. Un bel risparmio, se si considera che non sono necessarie spese di trasferta (vitto, alloggio e trasporto) per l’interprete. Anche se non si trova fisicamente sul posto, come avviene nei casi di un servizio di interpretariato “standard”, l’esperto di traduzioni garantisce comunque la massima professionalità.

L’innovazione è anche avere accesso a enormi database dove trovare il migliore professionista, iscritto a un albo e pronto a lavorare nel rispetto delle più stringenti norme deontologiche, a cominciare da quelle legate alla riservatezza. «Negli ultimi 15 anni il mondo della traduzione ha accolto profondi cambiamenti tecnologici – racconta Enrico Capiozzo, CEO e co-founder di Veasyt (nella foto) – come lo sviluppo di CAT tool (Computer Aided Translation, la traduzione assistita dal camputer) sempre più evoluti e algoritmi in grado di individuare i migliori professionisti da grandi database di profili catalogati in funzione delle lingue, degli argomenti e di altri parametri capaci di garantire sempre la migliore traduzione (l’italiana Translated srl è un esempio di eccellenza in questo ambito). Si tratta di modifiche che sono state ampiamente accettate dai professionisti, benché non siano mancate le diffidenze iniziali».

GOOGLE TRANSLATOR? NON FA PAURA (CI MANCHEREBBE)

L’innovazione, tuttavia, nasconde una faccia meno sorridente, vale a dire quella della concorrenza, spesso “spietata”, dei colossi dei big data. Nell’ambito specifico, basta un nome a far paura, ed è quello di Google Translate, il traduttore automatico offerto dal motore di ricerca, la cui attendibilità è, stando alle informazioni fornite dalla casa madre, pari al 70%. Uno spauracchio che però non sembra infastidire troppo i giovani veneziani di Veasyt. Capiozzo confida nel parere della comunità scientifica e professionale, che sostiene che «il declino dei servizi linguistici human based sia ancora lungi da arrivare».

In poche parole, prosegue l’amministratore e fondatore della start up, «se i servizi automatici saranno sempre più precisi e validi per quanto concerne le comunicazioni generiche (informazioni per help point di primo livello, oppure dialoghi semplici e non strategici), molto difficilmente potranno invece essere impiegati in dialoghi in cui la percentuale di errore deve essere prossima allo zero (è il caso, ad esempio, degli ambiti socio-sanitario, legale, istituzionale, business di elevato profilo)».

CILIEGINA SULLA TORTA: LE TRADUZIONI LIS

Ed è proprio il settore socio-sanitario una delle aree di competenza su cui Veasyt si concentra maggiormente e in cui, va detto, riesce a differenziarsi dalla nutrita schiera di concorrenti. Uno dei punti a vantaggio dell’azienda veneta (nata nel 2012) sono le traduzioni in LIS, la lingua dei segni, garantendo in questo modo una piena accessibilità dei propri servizi, in linea anche con quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Il servizio Veasyt Translate offre la possibilità di tradurre in LIS qualsiasi contenuto (anche tecnico) inserito in una pagina web, mediante un video. Lo stesso tipo di servizio è disponibile anche per documentazione cartacea, attraverso l’inserimento di un QR code da decodificare via tablet o cellulare.

Una capacità che Capiozzo e i suoi colleghi sono riusciti a introdurre grazie alla preziosa partnership con la Ca’ Foscari, un’università, quella veneziana, da sempre specializzata nella ricerca linguistica e didattica, sia nello sviluppo tipico (verbale), sia in quello per persone con ridotte capacità uditive. Veasyt è dunque uno spin off del grande centro di ricerca lagunare, che ha messo a disposizione dei giovani imprenditori una serie di advisor e consulenti, permettendo anche a una piccola impresa come la loro di offrire servizi innovativi e di alta qualità.

UNIVERSITÀ E IMPRESA, QUANDO SI INCONTRANO NASCE L’INNOVAZIONE

Un connubio, quello tra impresa e mondo della ricerca, che però in Italia corre lungo un sentiero accidentato , come ha riferito lo stesso Enrico: «Il comparto accademico rappresenta un bacino immenso di competenze e know how che può portare dei benefici enormi nello sviluppo di soluzioni innovative – premette l’imprenditore – ma a oggi non è ancora collegato al meglio con il mondo del business, e questo non permette ai due poli di comprendere a pieno quali siano i vantaggi reciproci dell’attuare concrete e rapide iniziative sinergiche». Va detto, tuttavia, che la situazione italiana è migliorata: «Resta ancora tanto da fare, ma gli incentivi hanno fatto sicuramente bene, poiché hanno creato movimento e avvicinato questi due mondi». 

Un barlume di speranza a cui è giusto aggrapparsi, perché ci sono tanti altri ragazzi che, come Enrico e la sua squadra, ambiscono a mettersi in proprio per realizzare il loro sogno: «Il consiglio che posso dare loro è di non stancarsi di approfondire ogni dettaglio del settore in cui si sono tuffati: capirne lo stato dell’arte, le opportunità e le barriere è fondamentale. Osservare, analizzare e comprendere bene le dinamiche del mercato rappresenta il primo passo e solo dopo questo lungo e complesso procedimento vanno applicate le proprie intuizioni e competenze. Il rischio, altrimenti, è quello di guardare troppo all’interno della propria start up, dimenticando di chiderersi cosa realmente vogliano gli utenti».

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